SU PLANU


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La storia

Storia di Su Planu


Nel 1947 Selargius ottenne l’autonomia amministrativa dal comune di Cagliari dopo l’annessione forzosa al capoluogo dovuta alla politica fascista.
Il tradizionale territorio comunale ebbe sempre un’estensione verso l’entroterra e, forse per compensare la mancanza di uno sbocco al mare, al momento di tracciarne i confini, gli venne concesso di espandersi verso Cagliari con uno sviluppo anomalo a “U” che aggirava Monserrato e raggiungeva il capoluogo con una porzione di territorio che è appunto
Su Planu.
L’origine del nome
Su Planu non è chiara ma è da ricercarsi tra gli antichi toponimi dettati dalla consuetudine che volevano la pianura in contrasto con la zona leggermente elevata che si affaccia sulla circonvallazione dove sorse il primo nucleo abitato che ancora è chiamato “Su Planu vecchio”.
Il territorio della borgata selargina era una volta suddiviso in tanti appezzamenti di proprietà per lo più dei pirresi che coltivavano sopratutto la vite. Poche le strade di penetrazione sterrate, la più importante era quella che costeggiava gli attuali ospedali oncologico e microcitemico lambendo il monte san Michele fino a raggiungere il tracciato della vecchia Carlo felice.
Fini al 1947 Su Planu rimase una zona tranquilla, coltivata piena di selvaggina e sconosciuta ai più, con qualche casupola per attrezzi nascosta tra la vegetazione rigogliosa che circondava le proprietà terriere.
Anche dopo l’autonomia ottenuta dal comune di Cagliari e l’assegnazione di quell’enclave, il territorio rimaneva sconosciuto e poco frequentato dai selargini doc sia per questioni pratiche come la lontananza dal centro urbano, sia per il loro disinteresse verso quei terreni in maggioranza di proprietà dei pirresi.
La prima svolta si ebbe negli anni ’60 quando venne tracciata e inaugurata la “Circonvallazione Quadrifoglio”, un’importante bretella che permise un collegamento con la nuova 131 e che valorizzò i quartieri cagliaritani limitrofi e la parte di Pirri che vi si affacciava.
A Su Planu Iniziarono i primi insediamenti nella zona più alta detta appunto “Su Planu Vecchio” qualche famiglia si stanziò in quello che sulla carta era comune di Selargius ma che invece era una propaggine di Cagliari a tutti gli effetti.
Le strade di accesso al nuovo quartiere erano solo due e rigorosamente sterrate, sempre impraticabili d’inverno che ricalcano quelle che sono oggi via Gherardo delle Notti e via Peretti. Qualcuno lungimirante iniziò ad acquistare a poche lire i terreni sfruttati a vigna in previsione di una espansione della città di Cagliari e del prevedibile aumento geometrico dei prezzi.
Nel 1973 arrivò la svolta decisiva con la posa della prima pietra per la costruzione del nuovo ospedale “San Michele” che sarà il più grande della Sardegna: è il segnale che i professionisti del compra-rivendi attendevano e i terreni adibiti a vigneti passarono di mano ancora per poche lire in attesa che i tempi maturassero.
Il quartiere venne intanto pensato e disegnato, forse un po’ affrettatamente, da architetti e ingegneri incaricati dall’amministrazione comunale, con le sue strade strette, a gomito e senza uscite che dovevano impedire il traffico veloce e limitare il numero delle auto: si sono create invece strade pericolose, senza zone di sosta, eternamente intasate e pericolose persino per i pedoni.
Il tennis club Su Planu è uno di quegli insediamenti che favorì lo sviluppo del quartiere insieme alla costruzione dell’albergo ristorante Quadrifoglio, alle prime case in cooperativa di metà anni ’70 si aggiunsero ben presto insediamenti residenziali e il quartiere incominciò ad attirare tante coppie giovani, e non solo, provenienti in prevalenza da Cagliari e dai centri dell’interno. Allora, e parliamo dei primi anni ’80, comprare casa a Su Planu era conveniente, ma l’apertura del nuovo ospedale con i suoi numerosi dipendenti, medici e infermieri sopratutto, che cercavano casa nella borgata selargina inevitabilmente fece crescere le quotazioni degli appartamenti fino ad arrivare alle cifre proibitive di oggi che indicano prezzi vicini ai tremila euro a metro quadro.
Oggi Su Planu praticamente compie trent’anni è diventato un quartiere ambito, la maggioranza di coloro che vi risiedono non lo considerano un dormitorio perché il rione è vivibile con due parchi e buoni servizi pubblici e privati che vanno dalle banche ai supermercati, dalla farmacia alle poste, dai ristoranti agli studi medici e agli insediamenti sportivi.
Certo i selargini doc si contano sulle punte delle dita ed è proprio per questo che la spinta verso l’autonomia amministrativa da Selargius è sempre presente e si rafforza quando certe richieste non vengono ascoltate da chi governa perché Su Planu, da territorio sconosciuto e isolato, è diventato il quartiere di oggi con oltre sei mila residenti e rappresenta una fetta consistente della popolazione selargina: chi amministra il Comune non ne può certo prescindere.

Sergio Atzeni




Da L’unione Sarda del 25 luglio 2000

Negli anni '60 si decide la costruzione di un nuovo ospedale da ubicare ai piedi del colle di San Michele, in comune di Cagliari proprio al confine con quello di Selargius.
Il territorio selargino, chiamato Su Planu, si presenta ondulato, pieno di vigneti in maggioranza di proprietà di pirresi, domina l'ambiente "villa Pernis" una costruzione in stile campidanese, poi qualche vecchio capanno adibito a deposito di attrezzi rompe la monotonia del paesaggio.
Alla località si accede più agevolmente da una strada sterrata che diventerà la via Jenner e da due viottoli che danno sul viale Monastir e sulla futura circonvallazione.
Sono gli anni dell'espansione edilizia e quella porzione di territorio si presta alla edificazione di un nuovo quartiere per la posizione strategica a ridosso del capoluogo ed in previsione della importanza che la zona assumerà con l'entrata in funzione del nuovo ospedale.
Il futuro rione viene tracciato sulla carta prevedendo strade di otto metri che poi si ridurranno a cinque, molte delle quali senza uscita con l'intento di impedire alle auto andature veloci, non viene prevista alcuna piazza, il cuore dell'insediamento sarà il centro commerciale di piazza Boiardo.
Nel 1973 il vescovo di Cagliari mons. Botto, pone la prima pietra del futuro ospedale e alcuni imprenditori scommettono sulla zona, tra questi Franco Piras: " Quando si inizia a edificare l'ospedale compro un terreno nell'attuale via Peretti, allora appena tracciata, per costruire un albergo e un ristorante, credo nella zona e oggi dopo tanti anni penso di non aver sbagliato."
In quei tempi a Su Planu, oltre l'agricoltura, l'unica un'attività esistente è quella della ditta Colledan che costruisce veneziane e zanzariere.
Alla fine degli anni '70 iniziano le costruzioni di alcuni palazzi in cooperativa nella via dei Medici segue quello dei dipendenti del Banco di Napoli che svetta sul colle più alto, i lavori fervono anche nel centro commerciale di piazza Boiardo.
Poco più tardi si dà il via alla realizzazione del secondo centro commerciale di via Peretti e del tennis club nel quale sono previsti sette campi più il centrale che potrà contenere duemila spettatori.
Nel 1981 il nuovo quartiere assume la sua fisionomia con strade strette a gomito dominate da alti edifici, assenza di verde e di strutture pubbliche, la scuola elementare è ospitata provvisoriamente in un capannone.
Viene inaugurato il centro commerciale di via Boccaccio aprono i primi negozi: frutta e verdura, cartoleria, edicola e il bar, i clienti sono ancora scarsi ma lentamente il quartiere cresce e aumentano gli abitanti che in maggioranza provengono da Cagliari e, considerata anche la distanza dal centro storico, conferiscono all'insediamento una sua caratteristica peculiare slegata dalla realtà selargina.
Per tutti gli anni '80 Su Planu è un cantiere aperto con decine di palazzi in costruzione, vengono sistemate le strade di accesso anche se ancora prive di illuminazione, ma le caratteristiche sono ancora quelle di un quartiere dormitorio.
Dopo il 1990 funzionano 3 centri commerciali e 4 supermercati, aprono banche e uffici il quartiere supera i cinquemila abitanti, si realizzano altri palazzi che occupano tutti i terreni edificabili.
Si rimedia intanto alla mancanza di luoghi destinati al verde con la costruzione nella piazza Boiardo del primo parco al quale più tardi si aggiungerà il secondo poco distante.
L'unica chiesa, quella dello Spirito Santo, non possiede spazi sufficienti che le permettano di far svolgere le attività di oratorio che diventano importanti quando non esiste altra alternativa.
Al vecchio nucleo si affiancano intanto delle vere borgate, una a nord ovest che occupa il declivio che guarda Mulinu Becciu, caratterizzata da villette a schiera e da stradine anguste, l'altra a nord est nella zona prospiciente la statale 131 con dei palazzi e villette che circondano un spazio interno comune: anche in questi insediamenti mancano spazi verdi, piazze e struttura pubbliche.
Nonostante l'importanza che il quartiere ha assunto, non esiste, ancora oggi, una farmacia mentre gli uffici comunali funzionano a giorni alterni e a tempo limitato.
Se Su Planu, secondo alcune stime, conta attualmente settemila abitanti, quindi circa un terzo dell'intero comune, sarebbe logico pretendere che un terzo delle risorse siano ad esso destinate: basterà contare quanti vigili, impiegati comunali, chiese, farmacie, strutture municipali esistano attualmente a Selargius per tirare facilmente le somme.

Sergio Atzeni


| info@suplanu.it

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